Festeggiamenti per la caduta del Muro di Berlino. Una persona a me cara che ci è stata da poco. Una foto. Un graffito. Una guardia. Avevo 10 anni quel giorno ma mi ricordo lontanamente mio nonno che dice "finalmente..." ma aveva anche delle lacrime agli occhi. Lacrime di sconfitta. Lacrime di chi aveva combattuto per la libertà, per un mondo nuovo, per un mondo senza padroni, senza confini, senza gerarchie. Per un mondo che alla prova dei fatti era stato tradito in tutte le sue forme. Nuove occupazioni, le stesse facce, lo stesso ordine sociale, dittature, fili spinati, torture, bombe nelle piazze, invasioni, bombardamenti, bare, cadaveri. Visse, prima di morire, l'inizio di alcune svolte, come la pulizia di comodo del MSI, s'interrogò su quell'uomo che viveva a poche decine di chilometri da lui e che aveva un impero televisivo. Gardava le sue medaglie e guardava me, i suoi nipoti, i suoi figli e guardava un mondo che non riconosceva più e che gli faceva tanta paura e pensava per la prima volta, di essersi arreso troppo presto, di essere invecchiato, di non essere più quel giovane alto un metro e sessanta che si caricò sulle spalle ILo, un partigiano proveniente dalla provincia di Asti, alto un metro e ottanta, per sfuggire ai nazisti e ai cetnici. Un uomo altissimo che divenne la spalla di mio nonno. E mi piace immaginarlo quell'uomo, che continua a telefonare per le feste e che il giorno che seppe della morte di mio nonno rimase senza parole e si chiuse nel mutismo.
E c'è gente che inquadrata, dorme.
E che di quel muro non gliene fregava un cazzo.
Zero.
Perchè certe volte mi chiedo: ma se noi avessimo avuto tutto quello che abbiamo oggi e quel muro fosse rimasto in piedi a dividere una città, a quanti di noi sarebbe interessato?
Se mi guardo in giro, penso che ci piace di più rivangare il passato, applaudire per un domino, piuttosto che lottare contro i muri e lo schifo che ci circonda oggi.
Ovunque.
(qui sotto la copertina di un disco che mi rappresenta in questo momento)

"Cosa ha detto il dottore" di Raymond Carver
Ha detto che la situazione non è buona
ha detto che anzi è brutta, molto brutta
ha detto ne ho contati trentadue su un solo polmone prima
di smettere di contarli
allora io ho detto meno male non vorrei sapere
quanti altri ce ne stanno oltre a quelli
e lui ha detto lei è religioso s’inginocchia
nelle radure del bosco si lascia andare a invocare aiuto
quando arriva a una cascata
con gli spruzzi che le colpiscono il viso e le braccia
si ferma a chiedere comprensione in momenti del genere
e io ho detto non ancora ma intendo cominciare a farlo subito
lui ha detto mi dispiace veramente ha detto
vorrei tanto darle notizie di tutto un altro genere
e io ho detto Amen e lui ha detto qualche altra cosa
che non ho capito e non sapendo cos’altro fare
siccome non volevo che lui dovesse ripeterla
e io digerire pure quella
me lo sono guardato
per un po’ e lui ha guardato me e a quel punto
sono saltato su e ho stretto la mano di quest’uomo che mi aveva appena dato
qualcosa che nessuno al mondo mi ha mai dato prima
mi sa che l’ho pure ringraziato tanta è la forza dell’abitudine.

"Soldato semplice Walter Webster" (tratto da "Fuoco" di William March)
"Era diverso quando dichiarato la guerra e la banda suonava al Jackson Park e le belle ragazze in uniforme da infermiere incitavano gli uomini ad arruolarsi e a combattere per il loro paese: allora era tutto diverso e tutto molto romantico." Ecco che cosa dissi alla madre di Effie quando venne a parlarmi della rottura del fidanzamento. "Se insisti, Effie ti sposerà", disse sua madre. "Lo sa quel che hai sofferto. Lo sappiamo tutti. Se vuoi, ti sposerà." "Proprio così", dissi. "Voglio che mi sposi. Abbiamo fatto un patto: ha promesso di sposarmi se mi arruolavo. Io la mia parte del contratto l'ho adempiuta. Adesso tocca a lei." La madre di Effie parlò lentamente, cercando di scegliere che non offendessero i miei sentimenti. "Probabilmente non ti rendi conto di...di...quanto sei cambiato", disse. "Effie è una ragazza nervosa, sensibile e tutti ci rendiamo conto che il tuo...il tuo aspetto non è colpa tua, però..." "Avanti lo dica", dissi. "Ce l'ho lo specchio. E lo so come sono, con la faccia bruciata e contorta. Non si preoccupi!" dissi. "Lo so come sono, altrochè!" "Non è affatto questo", disse sua madre. "Vorremmo solo che tu venissi da Effie di tua spontanea volontà e la liberassi dalla sua promessa." "No", dissi, "finchè campo." La signora Williams si alzò e andò alla porta. "Sei molto egoista e sconsiderato", disse. Le misi una mano sul braccio. "Dopo un po', si abituerà a me. Non si accorgerà neanche più della mia faccia. Sarò così buono con lei che finirà per amarmi di nuovo." Che cretino ero. Avrei dovuto saperlo che la signora Williams aveva ragione. Non avrei dovuto andarci di fondo. Vedo il viso di Effie. Vedo il suo viso quella notte, soli nella nostra camera a Cincinnati. Come tremava e si copriva il viso con le mani perchè non ce la faceva a guardarmi. "Devo abituarmi", continuava a dire, "devo abituarmi..." Poi mi avvicinai a lei, ma non la toccai. Mi misi in ginocchio e le appoggiai il viso in grembo...Se mi avesse sfiorato la testa con la mano! Se mi avesse detto soltanto una parola di comprensione! Ma non lo fece. Chiuse gli occhi e si scostò. Sentii i muscoli delle sue gambe irrigidirsi dal disgusto. "Se mi tocchi, vomito", disse.
e la recensione del libro la trovate qui:
http://www.lankelot.eu/index.php/2009/11/09/march-william-fuoco/


Martedì 10 Novembre
@ csa Pacì Paciana www.pacipaciana.org
via Grumello, 61/c Bergamo (BS)
dalle ore 21 puntuali che il giorno dopo è Mercoledì 11!
Timber Rattle è un duo acustico da New York con membri di Ancient Sky, Land What Land, Lightning White Bison. Musica folk dolce e psichedelica.
Paesaggi desertici, cose dimenticate.
Per la prima volta in tour in Europa. Ascolta qui: http://www.myspace.com/timberrattlemusic
Rella the Woodcutter: folk fuori punk dentro. Ci sono le canzoni di rella (già batterista di As A Commodore) da solo, o con R alla batteria (già Spastic Pill/Subcasotto) e Maurizio Abate al basso (già Maurizio Abate/Jooklo Trio/Spastic Pill). Potrebbero venire in mente i Palace Brothers o Neil Young o Jandek o i Guru Guru. Ma anche no. Ascolta qui: www.rethwo.tk
Bancale, da Bergamo. Un trio atipico che propone canzoni polverose, tra blues, noise, ambient e post rock. Ascolta qui: http://www.myspace.com/ilbancale
eppoi:
Sabato 14 novembre
@ caffè letterario, sempre a bergamo, via san bernardino 53
ore 19.30
inaugurazione mostra "il nudo nascosto" di monica roversi
http://www.flickr.com/photos/labellafiona/
più concerto di rella the woodcutter versione duo meno casino
chitarre acustiche,percussioni,campanelli, indiani, folk fuori punk dentro
http://www.rethwo.tk
e ancora il 18 novembre, al leoncavallo a Milano, ore 22 spaccate
sound ciak!
proiezione film + concerto
documentario su jandek, jandek on corwood (c. freidrichs 2002)
concerto di rella the woodcutter feat. king ilce
Certe volte voi non vi augurate che questo virus spazzi via tutta l'umanità?



Possibile che a proposito di questa vicenda dei crocifissi, ci si debba sempre genuflettere di fronte alla religione di ogni tipo? Possibile che a questo mondo chi non crede debba essere sempre l'ultima ruota del carro? Sempre messo da parte da chi poi, a parole, sbandiera la propria appartenenza ad una religione? Ignorato da chi poi, si pulisce il passato "comunista" e si inginocchia di fronte all'Opus Dei? Difficile ascoltare o leggere qualcuno che si professi chiaramente ateo, senza problemi, motivando anche il suo percorso. Proprio zero. Finirebbe impalato, bruciato, crocifisso, garrotato, decapitato da tutti gli schieramenti.



Morti, pestaggi, massacri. Corpi devastati, abbandonati, gettati, ignorati. Corpi. Corpi adorati, fotografati, dipinti, corrosi, deformati, trasformati, aggiustati, clonati. Corpi su corpi. Ammassi di corpi. Fosse comuni. Fucilazioni. Ossa. Carne. Corpi.
Fino a quando riusciremo a dormire.
Fino a quando vivremo di gossip e non di realtà?
Fino a quando personaggi come Signorini & company saranno più importanti di un libro, di un saggio, di una boccata d'aria? Fino a quando parteciperemo al loro gioco? Fino a quando staremo alle loro regole?
Disgusto davvero.
Tantissimo.
E dirò forse una piccola stronzata ma se un ragazzo qualunque viene fermato con della droga in tasca ha finito di vivere...sì, ha finito di vivere perchè di storie di ragazzi così ne conosco tante...che restano senza lavoro, senza soldi, con drammi in famiglia, spesso fra amici, con conseguenze che possono essere devastanti...e se invece uno di questi ha della droga in tasca...ah no, non se ne parla nemmeno. tanto. uso personale. solo che ci sono sempre due usi personali. due regole. due di tutto. e la cosa schifosa è che le persone normali ambiscono a diventare come gli Altri e non a cambiare il mondo.
Come al solito i libri mi salvano e anche i film ma anche questi, ormai, sono diventati passatempi, introvabili spesso oppure ridotti a feticci, a corpi. Cerchiamo spesso i corpi di scrittori, cantanti, registi e non le loro opere. Vogliamo adorare e non riflettere.




Se volete acquistare il mio secondo libro, Wrong, ormai come sapete di qualche anno fa, potete fare anche così e vi togliete l'incubo di cercarlo e ordinarlo, sempre se vi interessa, provate ad andare qui:
http://www.ilfoglioletterario.it/E_Book.htm





Segnalo un bellissimo articolo di Chiara Valerio.
http://minimaetmoralia.wordpress.com/2009/10/21/a-me-gli-occhi/#more-947


"Mi sto lavando i denti in bagno a Gjogv, accendo la radio sopra il lavandino, ascolto il giornale radio con metà orecchio e intanto guardo la mia faccia al centro dello specchio. Si trasforma di giorno in giorno. Qualche giorno più di altri. Non molto, naturalmente, ma se osservi con attenzione, se ti alleni, ti concentri, sarai in grado di distinguere le minuscole metamorfosi della pelle, la ruga sulla fronte che si è modificata nel corso della notte, fosse anche solo di mezzo millimetro. Ma tu lo vedi. Se ti eserciti. I tuoi contorni che diventano più sottili, il profilo più vago. Ma non sei ancora scomparso del tutto. Ci vuole tempo. Anni. Però scompari. Scompari a te stesso, diventi un altro ogni giorno che passa. Non sei più quello che eri un tempo. Le microscopiche cellule che compongono il tuo viso sulle fotografie che i tuoi genitori tengono appese in soggiorno non ci sono più, sostituite da nuove. Non sei più quello che sei. Eppure sono sempre qui, gli atomi si scambiano di posto, nessuno può controllare le acrobazie dei quark. Idem con quelli che ami. Che a una velocità quasi insensibile ti si sbriciolano tra le braccia, e tu vorresti poter afferrare qualcosa di durevole in loro, stringere lo scheletro, aggrapparti ai denti, alle cellule cerebrali, ma non puoi, perchè è quasi tutta acqua a cui è vano pensare di tenersi stretti. Così ogni traccia svanisce, poco a poco. E più tardi svaniscono le tracce che si sono lasciati dentro, le case in cui hanno abitato, i disegni fatti per te, le parole che hanno scritto sui foglietti perduti. I ricordi che ti restano e anche quelli alla fine perdono aderenza, come vecchia carta da parati, e col tempo questo globo al margine di una galassia totalmente periferica, dove un giorno sarà impossibile rispondere alla domanda, c'è mai vissuto qualcuno qui? Ha mai abitato qualcuno qui? Sulla terra? Questo sto pensando."
(John Harstad, Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?)
e la sua recensione:
http://www.lankelot.eu/index.php/2009/10/24/harstad-johan-che-ne-e-stato-di-te-buzz-aldrin/


http://www.youtube.com/watch?v=UUqZKzCH34E&feature=channel
http://www.youtube.com/watch?v=W_Gb22GQ7Kc&feature=channel
http://www.youtube.com/watch?v=9bin3nNvQHw
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